Dalla prima fetta presso la corte di Ludovico il Moro ad oggi!

In realtà vi confesso che di leggende intorno alla vera nascita del Panettone, in Italia ce ne sono diverse, ma ho pensato di raccontarvi quella che rivela anche una parte di me che vivo il Natale nella grande famiglia della brigata, in cucina.
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Laura Benedetto
19 Dicembre 2019
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Il Panettone una leggenda tutta italiana

In realtà vi confesso che di leggende intorno alla vera nascita del Panettone, in Italia ce ne sono diverse, ma ho pensato di raccontarvi quella che rivela anche una parte di me che vivo il Natale nella grande famiglia della brigata, in cucina, dove cooperazione ed energia, comunicazione e rispetto sono alla base del nostro lavoro.

… Sono gli anni di una Milano sforzesca, quella di Ludovico detto il Moro, una Milano che nei giorni di Natale non trascurava i poveri, tutti potevano in quella specialissima occasione godere del pane, si aprivano i forni ai cittadini che cuocevano un grande e sostanzioso pane di frumento, alimento pregiatissimo e allo stesso tempo gustoso.

Ludovico detto il Moro

Le prestigiose cucine di Ludovico erano affidate a due Chef, ognuno comandava la propria brigata, e come accade spessissimo in queste occasioni entravano facilmente in competizione soprattutto alla vigilia di grandi eventi, come la preparazione per la cena della Notte di Natale.
Ton era un lavapiatti di una delle due brigate, di famiglia men che modesta con cinque fratelli, aveva dovuto ben presto, per non perdersi in una vita di ruberie, adattarsi al lavoro di lavapiatti, faticoso, ma dignitoso.

Era il pomeriggio del 24 dicembre ed in quelle cucine i due Chef si erano dichiarati battaglia, che combattevano a suon di scherzi e boicottaggi.
E proprio all’intervento di un sabotatore si deve la bruciatura del dolce che quella sera stessa doveva essere il piatto forte del banchetto reale.
Non oso immaginare cosa accadde quando la notizia giunse alle orecchie dello Chef incaricato della realizzazione del dolce: non c’era più nulla da servire!

Intanto il nostro giovane Ton, visto l’accaduto, pensò bene di recuperare la parte rimasta integra del dolce, e poi miscelarla con zucchero, uovo, uvetta e cedro candito, ciò che poteva prendere in cucina senza farsi accorgere del furto.

L’idea era quella di cuocere questo pane così farcito e mangiarlo a fine servizio con i suoi colleghi lavapiatti . Mai avrebbe immaginato quello che stava per accadere!!

Il profumo appetitoso ed inebriante invase le cucine, incuriosì lo Chef che scoprì il dolce. Al povero Toni tremarono le gambe ma, alla vista di questo bellissimo e profumato “panone”, lo Chef sorprendentemente non si adirò, anzi, sperò in cuor suo che fosse buono quanto profumato e bello. Lo Chef giocò il tutto per tutto: mandò in tavola quella realizzazione “sperimentale”. Fu un tale successo che i commensali vollero conoscere l’autore di siffatto capolavoro. Ton, un po’ impaurito, si presentò ai nobili signori e poiché non aveva dato un nome al suo dolce gli ospiti lo chiamarono il “Pan de Ton”!!

Da allora questo dolce accompagna il Natale degli italiani e non solo, infatti è conosciuto e ricercato anche all’estero.
Una piccola curiosità: il panettone originale era quello basso; fu Angelo Motta dell’omonima azienda, che per esigenze commerciali , aveva avuto un ordine da un committente straniero di ben 200 panettoni, e quindi l’esigenza di produrne tanti in poco tempo, modificò la ricetta originale, trasformò il panettone “basso” in quello “verticale”, fasciandolo con l’ormai tradizionale carta paglia. Riuscì in tal modo ad ottimizzare il lavoro e consegnare tutti i panettoni in tempo.

Oggi il trend è di tornare al panettone dalla foggia bassa, in realtà convivono entrambi felicemente sulle nostre tavole!

Buon Panettone a tutti!

Laura Benedetto
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