La Transumanza iscritta sulla lista UNESCO

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Laura Benedetto
20 Dicembre 2019
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È passata la candidatura presentata dall'Italia, dalla Grecia e dall'Austria

La transumanza è diventata patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
L’Italia raggiunge il primato di iscrizioni, 10, nell’ambito agroalimentare e rurale!

Transumanza, cioè “transumare”, verbo latino che ha il significato di attraversare, “transitare sul suolo”, trans, attraverso, humus, suolo, è una delle attività più antiche dell’uomo, rappresenta la consueta migrazione stagionale di greggi, mandrie e pastori che si spostano verso pascoli situati in collina o in montagna, monticazione, durante la stagione estiva e verso le pianure, demonticazione, nella stagione invernale. Tutti: pastori e bestiame percorrono le vie naturali dei tratturi, nel rispetto della tradizioni, dell’ambiente e dell’equilibrio ecologico che esiste tra uomo e natura, e dei cambiamenti climatici, ma soprattutto nel rispetto degli animali e dei loro prodotti!

La transumanza è uno dei metodi di allevamento più sostenibili ed efficienti, oggi inserita nella lista UNESCO, dove l’Italia colleziona ben 10 riconoscimenti tra i quali è doveroso ricordare “La Dieta Mediterranea”, “La Pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria”, “L’arte del pizzaiolo napoletano” , “La tecnica dei muretti a secco”, “I paesaggi vitivinicoli della Langhe e del Prosecco”!

24 i Paesi che a Bogotà, Colombia, durante il Comitato intergovernativo, hanno espresso parere favorevole alla candidatura dell’Italia e il riconoscimento riguarda tutta la nostra penisola dalle Alpi al Tavoliere comprese Sicilia e Sardegna.
Da Amatrice, Rieti, partì la candidatura proprio dopo il tragico terremoto, indice che la popolazione voleva e vuole reagire e rinascere! Ad Amatrice poi si sono unite le candidature di altre zone italiane custodi di questa storia che si perde nella notte dei tempi, insieme a quelle di Grecia ed Austria che come noi hanno una tradizione e una cura speciale per gli animali ed i loro prodotti, in tutto si tratta di oltre 60 mila allevamenti.

Gabriele D'Annunzio

La pratica dell’allevamento degli animali al pascolo, che conducono una vita sana ed in equilibrio con i loro ritmi e bisogni, è garanzia di qualità, perché inscindibile è il legame tra il nutrimento del bestiame con erbe e foraggi spontanei e l’elevata qualità dei prodotti caseari che queste mandrie producono in tali condizioni vitali! L’eccellenza italiana in questo settore è nota in tutto il mondo!

Anche D’Annunzio rimase affascinato dalla transumanza tanto da renderla protagonista indiscussa della poesia “I pastori”
« Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare :
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti ».

Laura Benedetto
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