Pandoro contro Panettone la sfida continua!

Non si può essere obiettivi in fatto di gusti alimentari, e così se mi chiedete di scegliere tra pandoro e panettone debbo per forza dare il mio voto a quest’ultimo, ma a casa i miei figli prediligono il pandoro, ricoperto di zucchero a velo, e scaldato al tepore del caminetto acceso
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Laura Benedetto
20 Dicembre 2019
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Qual è il dolce della tradizione più amato?

Non si può essere obiettivi in fatto di gusti alimentari, e così se mi chiedete di scegliere tra pandoro e panettone debbo per forza dare il mio voto a quest’ultimo, ma a casa i miei figli prediligono il pandoro, ricoperto di zucchero a velo, e scaldato al tepore del caminetto acceso.

Il Pandoro ha decisamente origini più antiche del suo avversario, I secolo d.C., siamo al tempo di Plinio il Vecchio, lo troviamo infatti in uno scritto minore, e lo Chef che dobbiamo decisamente ringraziare è un tale Vergilius Stephanus Senex, che ispirato da qualche dio di moda all’epoca, preparò un “panis” a base di fiori di farina, burro ed olio.

Pandoro assai diverso da quello che il nostro palato è abituato ad assaporare e che i nostri ricordi associano al Natale, alla famiglia, al calore degli affetti, alle tombolate delle feste Natalizie, al Mercante in fiera e all’immancabile sette e mezzo con la “Matta”!

1 a 0 per il Pandoro, certo i natali nell’antica Roma lo nobilitano, e poi ancora la credenza che invece provenga dal Nadalin veneziano, cioè il “Pan de Oro” del XIII secolo, dolce tipico servito ai nobili veneziani, trasforma il risultato in un netto 2 a 0, per ora…

Ed il Pandoro si è al fine trasformato nel Pandoro moderno, che noi tutti conosciamo, per merito dell’arte e della creatività del pasticcere Domenico Melegatti che ne depositò il brevetto il 14 ottobre 1894, un dolce soffice con un corpo slanciato a forma di stella ad otto punte, invero qui ci mise lo zampino l’artista impressionista Angelo Dall’Oca Bianca che collaborò all’idea della forma di questo dolce “stellare”.

Mi tocca registrare un 3 a zero, ma ora il panettone, re delle tavole natalizie vi stupirà:

il cuore, la fantasia, la semplicità, l’estro della gioventù, l’amore, del lavapiatti Ton, che con ingegno e maestria, senza indugi né paure, riuscì a recuperare un dolce bruciato e renderlo l’inaspettato e glorioso “Pan de Ton”: 4 a 0 e triplo fischio dell’arbitro!

Lascio a voi il piacere di coccolarvi nell’uno o nell’altro,

Buon Natale a tutti!

Laura Benedetto
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